Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Sono le 7 del mattino.
Apro pian piano gli occhi.
La mia casa è illuminata solo da timidi raggi di sole.
Rimango in penombra.
Sento il mondo svegliarsi.
Io ancora non lo sono del tutto,
il tanto per capire chi sono.
La mia mente forse è più sveglia del mio corpo
e si muove da sola.
Mi guardo attorno
e vedo il silenzio della mia solitudine.
Ho l’abitudine di abbracciarla e amarla
la maggior parte del tempo.
Ma oggi no.
Oggi vorrei scacciarla via.
Mi fa male.
A volte pesa come una valigia
piena di oggetti inutili.
Provi ad aprirla e a buttarne qualcuno,
ma non si alleggerisce mai.
Un lavoro estenuante
ed altrettanto infruttuoso.
Perché fa così male?
Forse perché dietro tutto questo
vi è la consapevolezza
che l’essere soli
è il destino di tutti gli esseri umani.
E non c’è rimedio.
La cupidigia,
la presunzione,
la follia di pretendere
e di non accettarla,
questa solitudine.
Questo è insito in noi,
oltre la nostra volontà
più profonda e più intima.
Saremmo ipocriti
a non ammetterlo.
Pochi scelgono l’ombra.
Tanti ricercano luce
attraverso un’effimera compagnia:
così finta,
così farlocca.
Ma bastano pochi istanti
e la realtà ci bussa alla porta,
tanto da farla tremare.
Ed è di nuovo lei:
la solitudine.
Quella che non se ne andrà.
Forse è quella
la nostra vera compagna.
E starà con noi
anche nel nostro momento ultimo.
Nel nostro ultimo respiro.